Negazionismo a sinistra. Paradigmi dell'uso e dell'abuso dell'ideologia

Negazionismo a sinistra. Paradigmi dell'uso e dell'abuso dell'ideologia

di Francesco Germinario

Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta, settori minoritari del radicalismo di sinistra italiano e francese si fecero portavoce delle tesi del negazionismo della destra radicale. Il loro tentativo di negare l'esistenza delle camere a gas e della Shoah si basava sulla pretesa di interpretare in termini marxisti e storico-materialistici l'antisemitismo nazista. Per un verso, questa convergenza sinistra radicale-destra radicale non era una novità nel panorama politico-culturale del Novecento; per l'altro verso, il negazionismo di sinistra aveva cercato di spacciare per "padre" del negazionismo Amadeo Bordiga, attribuendogli uno scritto che in realtà non era opera di questo prestigioso dirigente del movimento comunista degli anni Venti: la colossale menzogna negazionista si fondava, a sua volta, su un'altra menzogna, paradossalmente accettata dalla consistente bibliografia internazionale sul negazionismo. La ricostruzione di questa vicenda, sottovalutata dalla storiografia sul negazionismo può comunque essere utilizzata come laboratorio per verificare un intricato nodo di problemi, a cominciare dall'atteggiamento dei dottrinari davanti alla storia e al passato.