Disuguaglianze di salute e immigrazione

Disuguaglianze di salute e immigrazione

Dopo gli anni del Servizio Sanitario Nazionale, di tipo universalistico, la questione delle disuguaglianze di salute sembrava non avere più senso o non porsi più poiché, teoricamente, tutti i cittadini avevano accesso alle risorse per la salute in forma gratuita, sottovalutando o disconoscendo che anche i servizi universalistici possono essere segnati dal pregiudizio e dalla discriminazione.

Come viene ampiamente illustrato nel volume, il pluralismo terapeutico istituzionalizzato, attraverso i welfare regionali e il sistema pubblico/privato o di libera scelta del cittadino, può attivare e attiva forme di esclusione e di disuguaglianze, particolarmente macroscopiche nel caso dei soggetti migranti, e riconducibili al fatto che tale sistema richiede all'individuo di possedere capacità/abilità aggiuntive per accedere alle risorse, selezionando l'offerta in modo efficace. All'interno di questo pluralismo e in presenza di utenza che cambia lo Stato deve dunque assumere un nuovo ruolo onde evitare di creare disuguaglianze di tipo istituzionale, che si vanno a sommare alle tradizionali disuguaglianze di salute.